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Il Pastore del Caucaso

di Roberto Salvi

Le sue origini

Credo sia importante inquadrare geograficamente e storicamente il Cane da Pastore del Caucaso. Inizio con il ricordare che molti esperti concordano nel ritenere che i territori asiatici siano i luoghi che vedono nascere i primi cani da pastore custodi del gregge. Nello specifico delle zone del Caucaso il ritrovamento di reperti fossili testimoniano il fatto che l'uomo esercita la pastorizia già almeno da 8000 anni. Le ondate migratorie dalle steppe dell'Asia centrale portano nel corso dei secoli in Europa nuove culture e spesso, al seguito, troviamo i cani da pastore tra cui il Pastore del Caucaso che è una delle razze o, per meglio dire, gruppo di tipi da pastore più tipico, apprezzato e di maggiore diffusione nelle sua zona di origine: Georgia, Caucaso settentrionale, Azerbaidjan, Armenia, Astrakan, Daghestan, Kalmoukie, Kabardino-Balkaria, Ossezia, Turchia, Cecenia, Inguscezia, territori settentrionali dell'Iran. Le montagne di solito segnano i confini il Caucaso invece li confonde. Luoghi che si trovano ad occidente del Mar Caspio, il più grande lago interno al mondo, vasto, profondo ed enigmatico che da sempre ha catturato l'immaginazione degli uomini ed è stato luogo di nascita di leggende, miti e numerosi misteri per migliaglia di anni. A levante di questo spettacoloso e straordinario lago troviamo l' altra razza cugina del Pastore del Caucaso: il Pastore dell' Asia Centrale. Il progenitore dell'attuale Pastore del Caucaso era presente al seguito delle truppe delle tribù barbare così come a fianco degli Unni. Molto usato anche a difesa delle merci dai mercanti i quali, talvolta, li perdevano nel corso del proprio cammino favorendo quindi accoppiamenti con linee di sangue molto distanti tra loro. Troviamo raffigurato un cane molto simile al Pastore del Caucaso in alcuni stemmi nobiliari dei Georgiani ed è stato usato molto anche dai Cosacchi come cane da guerra. La razza si è inizialmente selezionata da sola per il semplice fatto che nelle zone di origine sostanzialmente riuscivano a sopravvivere cani con le caratteristiche del "nostro" e difficilmente altre tipologie di cani avrebbero resistito a quelle condizioni di vita. Il cane aveva un ruolo molto importante ed era tenuto in grande considerazione dall' uomo. I pastori lo tenevano per la guardia al bestiame, i guerrieri lo usavano come cane da guerra, le Famiglie per proteggersi e proteggere le proprie cose e in tutte queste situazioni il cane viveva in simbiosi con l' uomo, a strettoo contatto con esso. Avviene poi un cambiamento nel rapporto uomo-cane con l'avvento di alcune religioni tra cui il Cristianesimo e la religione Islamica. Per il Cristianesimo infatti l' uomo si distingue dall'animale per l' anima, si inizia quindi a vedere il cane in modo diverso rispetto al passato: l' uomo ha dei diritti ed il cane no proprio perchè non ha non l' anima propria dell' uomo. Questo fenomeno incide ovviamente meno alcuni cani asiatici delle zone nelle quali le religioni hanno viceversa grande considerazione degli animali, basti pensare al buddhismo.

Ritornando comunque ai luoghi di origine del "nostro" cane mi piace ribadire come siano da sempre zone ricche di fascino e mistero: racconti e leggende che si perdono nella notte dei tempi. Ed in effetti, la storia del Pastore del Caucaso sembra perdersi nella leggenda, pochi altri cani possono infatti rivendicare una discendenza diretta con il mitico Molosso del Tibet, descritto nei diari del viaggiatore Marco Polo con caratteristiche che ricordano molto quelle del Pastore del Caucaso. Lo Zar Nicola II possedeva dei cani la cui descrizione coincide con le sembianze del Pastore del Caucaso: si narra che fossero talmente potenti ed aggressivi che, quando eccitati, erano necessari tre uomini per tenerli. Chissà, forse, anche se, ripeto, siamo molto nel campo della supposizione. Più concreto invece un documento del 1913 di Conrad Keller che, confrontando le scatole craniche del Lupo Europeo e del Pastore del Caucaso, rileva delle fortissime somiglianze tali da rendere possibile ipotizzare l’incrocio del “nostro” con il Lupo Europeo. Fra i vari tipi di Pastore del Caucaso il tipo georgiano è forse il più omogeneo. L' aspetto dell' orso (bruno), presente naturalmente, è stato però anche molto ricercato nella selezione Russa anche per il fatto che la Russia ha per simbologia l' orso, un animale misterioso ma allo stesso tempo potente. Nel 1933 viene preparato un primo standard sommario del Pastore del Caucaso e si registra un'esposizione in Germania (Norimberga) con una trentina di soggetti tipici ed omogeni. A seguito della seconda guerra mondiale si registra praticamente una sorta di sterminio dei Pastori del Caucaso, lo scrivo ricordando ovviamente con il massimo rispetto la sorte di milioni di uomini morti per lo stesso motivo. Vennero quindi identificati alcuni gruppi di cani e si ricominciò a recuperare la razza partendo, per quanto riguarda la selezione russa, da un Karabash e due cani dell' Azerbaidjan. Da tre cani sostanzialmente è ripartita la selezione russa della razza. Il Karabash era anche avanti con gli anni essendo nato prima della guerra nel 1938. Il Centro di Allevamento Nazionale Stella Rossa ha iniziato a selezionare la razza con grande sforzo anche economico da parte dello Stato. I sovietici cercarono di uniformare il più possibile le caratteristiche delle diverse tipologie di cani del Caucaso avviando un processo di standardizzazione ispirato al cane georgiano: il georgian nagazi (nagazi significa "razza pura" al contrario di "nashkia" che vuol dire incrocio). Si stima che le scuole (tra le quali il DOSAAF associazione cinofila volontaria di supporto alle forze armate) e gli allevamenti sovietici addestrassero almeno 1000 cani all'anno utilizzati poi per scopi militari essenzialmente guardia e scorta dei prigionieri. Gran parte dei cani utilizzati nel Muro di Berlino erano Pastori del Caucaso e nel corso della guerra fredda l' Armata Rossa li utilizzò anche nei Gulag. Non di meno i cani vennero affidati anche alle Famiglie. Addirittura quando una Famiglia possedeva un Caucaso puro lo Stato assegnava un'abitazione con più metri quadrati. Taluni esperti cinofili peraltro affermano che il vero miglioramento della razza si è avuto quando il Caucaso è stato affidato alle Famiglie. Il primo riconoscimento ufficiale della razza è avvenuto nel 1952 da parte del Comitato Centrale di Allevamento durante un Congresso Cinologico in Mosca.

Il Pastore del Caucaso si è successivamente diffuso in molte parti dell' est Europa e nei territori dell' ex U.R.S.S. Pur essendo quindi razza molto antica e con una grande storia il riconoscimento ufficiale della Fédération Cynologique Internationale arriva però solo nel 1985 con la redazione dello standard ufficiale soggetto a più revisioni fino all'attuale (vedi sezione dedicata di questo sito). I primi soggetti in Italia fanno la loro comparsa intorno alla metà degli anni 80, il primo soggetto presentato in esposizione risale al 1986 all' Internazionale di Bellagio Riuslan v.d. Alten nato da Orlig v. Hamstereck e da Blanda v. Waldber di proprietà dell' austriaco Helmut Dolfuss. Per quanto mi riguarda acquisto i primi soggetti nei primi anni 90 sia in Italia sia direttamente nei paesi d' origine.

Molti gli allevamenti ed i privati che hanno contribuito alla formazione della stessa oltre al già citato Allevamento della “Stella Rossa”. Mosca, Perm, San Pietroburgo, Novosibirsk, Tambov, Orenburg, Magnitogorsk, Ekaterinburg, Celjabinsk, Donjeck, Lugansk, Ivanovo i luoghi della madrepatria nei quali si è maggiormente allevata e sviluppata la razza moderna. Liman, Osman-II, Farhan-Loma, Darial, Timur, Ermash, (a Mosca) Barri, Ars, Kord, Dimka-II, Palta, Nika, Vira, Dmarkiz, Eron (Perm), Faraon, Tagor, Hasbek, Fart (San Pietroburgo), Scilam, Cerkes (Novosibirsk), Zesar, Puma (Tambov), Jan-Krist nato da Giulai e Janna solo per citare alcuni dei nomi dei cani più famosi che hanno contribuito in maniera importante alla selezione della razza. Ma ovviamente non bisogna dimenticare l’utilizzo di cani di provenienza aborigena che hanno trasmesso caratteristiche importantissime. Un patrimonio genetico prezioso.

Queste alcune notizie sulle sue origini, ne esistono ovviamente tante altre, ma, in fondo ci interessano relativamente. Impossibile infatti stabilirne, con rigore scientifico, le origini. Come è stato è stato: il risultato è quello che conta. E mi sento di dire che il risultato, guardando oggi un esemplare di Pastore del Caucaso, è straordinario.